È un’esplosione di vita questo nuovo Oratorio estivo

È un’esplosione di vita questo nuovo Oratorio estivo del 2020! Lo si vede dal logo, dove nessuno sta fermo un attimo: tutti in movimento, tutti “in gioco”, tutti pronti a divertirsi. Basta uno skateboard o un’altalena, un pallone o delle biglie, un campo in cui correre o un tavolo su cui posizionare le proprie pedine e… ci si mette a giocare! 
Il gioco fa parte della vita dei bambini e dei ragazzi, in modo quasi travolgente. Qual è il suo valore? Lo scopriremo ogni giorno, nelle tappe di questa proposta per l’estate! Scopriremo che giocare attiva la vita, la mente, il cuore, il coraggio, la voglia di stare insieme e fare squadra e tantissime altre cose… Il gioco, fatto bene e con passione, nel rispetto delle regole e nella creatività di chi si cimenta, esalta tutto il bello e il buono che siamo! E ci fa crescere, ci fa crescere tanto, nella gioia, allegramente, sfidando i nostri limiti, imparando il rispetto degli altri e tutto quanto coinvolge la vita.
Questa proposta ci esalta, perché sappiamo che entusiasmerà i ragazzi che incontreremo. Con loro diremo, anzi grideremo: «Hurrà»! 
Nel logo, lo slogan dell’Oratorio estivo 2020 trasborda dagli spazi, esce da un’esplosione che è un segno di entusiasmo (baloon) e diventa l’urlo di gioia che non smetteremo di urlare in ogni occasione, nelle nostre calde giornate in oratorio.
«Hurrà» è la parola della nostra esultanza. Sulla scritta dello slogan «Hurrà» si trovano gli elementi che indicano le cinque settimane della proposta: la pedina per i giochi da tavolo; la trottola per i giochi dal mondo; la coppa per i giochi sportivi; il fantasmino del Pac-man per i videogiochi; la biglia per i giochi di un tempo.
Tutt’attorno ecco diversi bambini che corrono, vanno in skateboard, si arrampicano e vanno in altalena. I bambini “giocano sulle sue piazze”, che sono le piazze di ogni città, dei nostri quartieri, paesi.
«Hurrà» apre certamente uno spiraglio a una nuova avventura, a nuove sfide e nuovi giochi. Nel logo, dalla «u» di «Hurrà» partono due fasce azzurre che indicano lo slancio che il gioco, come metafora della vita, porta con sé.

«Giocheranno sulle sue piazze» è il sottotitolo dello slogan «Hurrà», tratto dal versetto 5 del capitolo 8 del libro del profeta Zaccaria. Il contesto in cui si inseriscono queste parole dà il senso alla condizione per cui possiamo giocare davvero. Le piazze di cui parla il profeta sono quelle di Gerusalemme, sono quelle della Chiesa, e quindi della comunità e dell’oratorio, dove Dio sempre “torna a dimorare”, ogni volta che sappiamo riconoscerlo. È la presenza di Dio che “fa casa”, “fa ambiente”, “fa campo” affinché chi dimora con lui possa trovare la tranquillità e la serenità del gioco.  
È la presenza di Dio a riempire dunque di vitalità le “nostre piazze”. Un bambino gioca perché attorno a lui ci sono le condizioni per farlo. 

Questo vale non solo per la Chiesa e quindi per l’oratorio. Ma anche per le piazze dei nostri paesi e delle nostre città. Creare le condizioni perché i bambini possano giocare liberamente e serenamente, ovunque essi si trovino, proprio perché assistiti e accompagnati, è una “missione” che ci spronerà nell’Oratorio estivo 2020 e nel prossimo futuro.

Nel logo, l’esplosione da cui emerge «Hurrà» sovrasta una texture che riproduce uno skyline della città (si intravede anche la chiesa con la croce). Lo stile del nostro gioco, il nostro entusiasmo, quello che rappresenta per noi giocare insieme (le stelle sul logo sono del colore consueto delle squadre) e condividere tutti i valori che il gioco porta con sé, sono il dono insostituibile che noi possiamo fare al mondo. Ogni parola chiave, di quelle 25 che prenderemo in considerazione, una al giorno, sono supportate dal Vangelo. Quello che il gioco significa riguarda la vita. Noi annunciamo che ogni gesto della nostra vita può davvero essere illuminato dal Vangelo.
Ultima cosa! La «H» di «Hurrà» può essere vista anche come un hashtag. Ciascuna delle 25 parole sarà un messaggio per i ragazzi, una “chiave” e un “richiamo” da tenere presente, che si rifarà, come detto, a un brano del Vangelo che guiderà la preghiera quotidiana dell’Oratorio estivo 2020.


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